Un barattolo di crema spalmabile ha fluttuato nella capsula Orion: semplice spuntino o mossa pubblicitaria da milioni di euro? Il fenomeno virale del momento.

Non è la prima volta che oggetti quotidiani finiscono in orbita, ma l’apparizione della Nutella durante l’ultima diretta della missione Artemis II ha sollevato un polverone mediatico che va ben oltre la semplice curiosità. Mentre gli astronauti della NASA stabilivano il nuovo record di distanza dalla Terra, un’icona del Made in Italy rubava la scena, innescando un dibattito tra esperti di logistica aerospaziale e guru del marketing.
È davvero pubblicità? La nostra analisi
A differenza di quanto si possa pensare guardando i frame virali su X (ex Twitter), la presenza del brand Ferrero nello spazio non sembrerebbe frutto di un contratto commerciale. La NASA ha protocolli rigidissimi che vietano il product placement diretto.
Tuttavia, esiste quella che gli addetti ai lavori chiamano “opportunità incidentale”. Gli astronauti hanno diritto a un piccolo kit di “comfort food” personale. La scelta di portare proprio quel barattolo (in una speciale versione in PET per evitare rischi legati ai frammenti di vetro) ci dice qualcosa di profondo: nel 2026, l’esplorazione spaziale sta diventando “umana”. Non cerchiamo più solo pillole proteiche, ma sapori che ci legano a casa.
Infografica: La sfida della dispensa orbitale

Come dimostra la nostra infografica, le differenze sono abissali. Sebbene il cibo spaziale sia un capolavoro di ingegneria nutrizionale, spesso manca di un elemento cruciale: il benessere psicologico. È qui che un prodotto familiare come la Nutella vince la sua battaglia personale, non per i nutrienti, ma per il morale dell’equipaggio.
Il dettaglio che tutti hanno mancato
Analizzando i video ad alta risoluzione, si nota un particolare tecnico: il barattolo non è fissato con il velcro standard, ma fluttua liberamente in un’area specifica della cabina. Questo suggerisce che l’equipaggio lo stia utilizzando anche per testare visivamente piccoli spostamenti d’aria all’interno della capsula Orion. Un utilizzo “scientifico” decisamente non convenzionale, che conferma come gli astronauti siano maestri dell’adattamento.
“Nel marketing moderno, l’autenticità non ha prezzo. Il fatto che un astronauta scelga spontaneamente un prodotto lo rende dieci volte più potente di qualsiasi spot super-prodotto in studio” – nota di analisi della nostra redazione.
Cosa aspettarsi nelle prossime ore
Mentre il tweet ufficiale della NASA glissa sull’argomento concentrandosi sui dati telemetrici, il web sta già producendo migliaia di meme. Ma attenzione alla disinformazione: circolano versioni manipolate del video in cui appaiono altri brand. L’unico oggetto reale e confermato dai frame originali resta l’iconico barattolo Ferrero.
E voi, quale pezzo di “casa” portereste in orbita se doveste lasciare la Terra per 21 giorni? Scrivetecelo nei commenti qui sotto!
L’Autore
Salvatore Lavino
Autore Certificato Google

Tuttologo per vocazione e giornalista digitale per professione, Salvatore Lavino tratta da anni svariati argomenti con un approccio critico e multidisciplinare. La sua insaziabile curiosità lo porta a esplorare campi che vanno dall’innovazione tecnologica all’economia. Appassionato di lunga data di spazio ed astronomia, si dedica a decodificare la complessità dell’esplorazione del cosmo per renderla accessibile e coinvolgente per il grande pubblico.





