Artemis II raggiunge il lato lontano della Luna: la navicella Orion affronta i 40 minuti di blackout radio nel punto più lontano dalla Terra. Analisi tecnica del flyby e aggiornamenti in tempo reale sulla missione NASA.
Missione Artemis II: il sorvolo della Luna e il ritorno dell’umanità nello spazio profondo. Se oggi, 6 aprile 2026, alzate gli occhi al cielo, sappiate che sopra di noi si sta scrivendo la storia. A circa 400.000 chilometri dalla Terra, la navicella Orion è nel pieno della sua fase più delicata. Dopo il lancio impeccabile da Cape Canaveral, l’equipaggio della Missione Artemis II si sta preparando per il flyby lunare, un evento che segna il ritorno fisico dell’uomo nell’orbita del nostro satellite dopo oltre cinquant’anni.
Seguo le missioni spaziali da anni e, devo ammetterlo, l’emozione che si respira oggi nelle redazioni e tra gli esperti di astronautica è paragonabile solo ai tempi dell’Apollo. Ma questa volta è diverso: stiamo andando per restare.
Proprio in queste ore, come riportato dal Corriere della Sera, la capsula Orion sta affrontando la manovra più complessa della missione. Il sorvolo lunare (flyby) non è solo un passaggio ravvicinato, ma una danza gravitazionale perfetta.
L’equipaggio, composto da Reid Wiseman, Victor Glover, Christina Koch e Jeremy Hansen, passerà dietro il lato lontano della Luna. Questo comporterà un blackout totale delle comunicazioni di circa 40 minuti. È un momento critico: durante questo intervallo, gli astronauti saranno soli, senza contatto radio con il controllo missione di Houston, affidandosi esclusivamente ai sistemi automatici dell’European Service Module.
Durante il passaggio alla quota minima di circa 7.500 km dalla superficie, la missione ha obiettivi scientifici precisi. Christina Koch, specialista di missione, è impegnata nel monitoraggio visivo dei crateri del polo sud, zone d’ombra perenne dove si ritiene sia intrappolato il ghiaccio d’acqua.
Se volete seguire questa avventura come faccio io, ecco i miei consigli da “addetto ai lavori” per non perdere i momenti cruciali del rientro e del post-flyby.
Dove guardare i dati telemetrici e le immagini ufficiali
Non limitatevi ai social. Per un’esperienza davvero autorevole, vi consiglio di monitorare il sito AROW (Artemis Real-time Orbit Website) della NASA.
Dopo il giro attorno alla Luna di oggi, Orion punterà verso casa. Il viaggio di ritorno durerà circa quattro giorni. Secondo i piani di volo aggiornati, lo splashdown nell’Oceano Pacifico è previsto per il 10 aprile 2026.
Sarà quello il test finale per lo scudo termico, che dovrà affrontare l’ingresso in atmosfera a 40.000 km/h. La mia raccomandazione è di sintonizzarsi sui canali ufficiali circa due ore prima del rientro per seguire la separazione del modulo di servizio.
Vedere l’umanità spingersi di nuovo così lontano mi fa riflettere su quanto la tecnologia sia avanzata dai tempi dei miei primi ricordi legati allo spazio. Artemis II non è solo una missione tecnica; è la prova che la collaborazione internazionale (NASA, ESA, CSA) può portarci oltre ogni confine.
E voi, siete pronti a vedere le prime immagini in 4K del lato nascosto della Luna? Scrivetemi nei commenti cosa ne pensate di questo storico ritorno!
Articolo redatto con il supporto delle analisi telemetriche NASA e dei report aggiornati di RaiNews e Corriere della Sera al 06/04/2026.
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